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NOTIZIE  SULLA  PARROCCHIA MARIA Ss. MADRE  DI  DIO

 

La Parrocchia Maria Ss. Madre di Dio  è una Parrocchia di circa 2500 abitanti, con molte famiglie piuttosto giovani, nata nell'anno 1973 per espresso volere dell'allora arcivescovo di Pescara mons. Jannucci. La chiesa, però, esiste gia dalla fine degli anni '60 ed è stata costruita assieme all'annesso convento dei Padri Redentoristi. Essa, infatti, fin dal suo inizio è stata affidata alla cura pastorale dei Padri Redentoristi.

La zona della Parrocchia è tutt'ora in piena espansione edilizia e sempre nuove famiglie vi si stabiliscono. Essa, essendo situata in prossimità del mare – appartiene infatti alla città di Francavilla al Mare – ed essendo confinante con la città di Pescara, contiene nei mesi estivi un notevole quantitativo di villeggianti.

 

Poiché ai Padri Redentoristi sono  affidate due Parrocchie confinanti in Francavilla al Mare – questa e sant’Alfonso – appartenenti allo stesso Comune ed ora anche alla stessa Diocesi di Chieti-Vasto (fino a qualche mese fa la Parrocchia di Maria SS. Madre di Dio era parte della Diocesi di Pescara-Penne), tra di esse intercorre una notevole collaborazione evidente soprattutto nella Pastorale Giovanile, ma anche in altri settori.

 

Oltre ai vari gruppi tipicamente parrocchiali (coro, gruppo liturgico, catechismo, ecc.) sono presenti nella Parrocchia diverse Comunità neocatecumenali, il gruppo di preghiera di Padre Pio e la Comunità in preghiera Giovanni Paolo II.

 

LA MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO

 

 

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Uomini

come Santi

Chi, diretto da Pescara a Francavilla al Mare, percorre "L'Adriatica", la statale 16, può scorgere quasi ai confini della provincia di Chieti, una serie di fabbricati - chiesa dedicata alla Madonna del Perpetuo Soccorso, collegio e scuola missionaria, asilo infantile, campo sportivo - che i coraggiosi Padri Redentoristi  hanno saputo far balzare su dal nulla in più di due anni.

Quando, il 21 giugno 1964, ha avuto luogo la solenne inaugurazione degli edifici, S.E. Mons. Iannucci Vescovo di Pescara, faceva voti che la zona detta una volta "pretaro" diventasse campo fertile di opere e di bontà. Ieri - affermava il Presule - si poteva parlare di un'età della pietra, oggi non più. Auguro che ben presto si arrivi all'età dell'oro. Alla distanza di cinque anni i voti del Vescovo si sono realizzati in pieno.

Chi come l'autore di questo profilo, è stato presente alla posa e benedizione della prima pietra, il 21 marzo 1962, non riconosce più quel lembo di terra radicalmente trasformato: allora fango e mota a non finir, oggi un complesso di fabbricati, pieni di vita, di aria, di sole.

Per un senso di doverosa giustizia sarà bene dividere equamente i meriti di una opera gigantesca e benefica, fra quanti - defunti e superstiti - vi hanno collaborato.

Benefattori non ultimi sono da considerarsi i coniugi Pasetti. La loro munifica generosità ha permesso che i lavori della fabbrica iniziassero subito.

Alla riconoscenza e memoria dei viventi e dei posteri,va consegnato in modo particolare il nome di Giovina  Pasetti, anima zelatrice , a posto la infaticabile dell' impresa, sin dal lontano 1952.

I suoi sacrifici nascosti e soprattutto le sue fervide preghiere hanno avuto certamente un peso determinante sulle bilance della divina Provvidenza.

Racconta a questo proposito un testimone qualificato che, quando si stavano conducendo le varie pratiche civile e d ecclesiastiche per il mutuo da contrarre , ci fu un momento in cui sembrò che tutto andasse a  monte; a più di uno parve che tutto crollasse come un castello di carte.

L'allora superiore del centro Missionario POA di Pescara, avendo comunicato alla Pasetti le sue forti preoccupazioni, si aspettava dalla medesima una reazione. Macché! Con la più grande calma del mondo, la pia donna rispose testualmente:" Non vi preoccupate padre Mario, la Madonna ci penserà. E poi aggiunse con ingenua semplicità e quasi sottovoce -  la Madonna mi ha fatto vedere tutto bello costruito con la chiesa (della quale allora neanche si parlava). Ma è mai possibile che la Madonna si sbagli?... La Madonna è più grande, è più forte di tutti...!". Una fede la sua, da trasportare le montagne. E in realtà, una montagna di pietre, di cemento, di ferro si è mossa d' incanto. Non essendo stata favorita dal dono della prole ha riversato su altri bambini i tesori della sua cura e tenerezza materna.

Per diversi anni - scrive don Luigi Mazzatenta, già suo parroco  - l'ho avuta collaboratrice esima per il retto funzionamento dell' asilo infantile.

Ho potuto contare sul suo valido aiuto per il catechismo domenicale.. Si presentava per tulle le opere di apostolato.. visite agli infermi, pacificazione delle famiglie, preparazione alle prime comunioni.

la casa Pasetti si trasformo in in centro propulsore di bene, diventò una fucina di carità. La zona di San Silvestro Spiaggia e della contrada "pretaro" era già diventata una "ecclesia" anche se quella materiale non era ancora stata costruita.

Ogni mattina - e quindi è testimone il marito Tonino  - Giovina, anche in pieno inverno, scendeva sulla cappellina - un lindo cenacolo ricavato da una stalla! - e innanzi a Gesù Sacramento e alla sacra immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso, si tratteneva dalle ore 5 alle 6:30. Qualcuno si era provato di dissuaderla  da tanto sacrificio, invocando magari l' intervento del confessore, ma quella santa donna si giustificava con tale garbo e con tanta dedicata insistenza che bisognava cedere.

Era buona e silenziosa, accettava volentieri ogni pena e dolore, sapeva attendere, non rispondeva mai male. Rispettosa delle opinioni e della stima altrui non criticava nessuno; e sapeva compatire. Che venerazione poi per i ministri di Dio! Un giorno seppe che una persona, che aveva detto tanto male di lei, era ammalata. Vincendo la naturale ritrosia, andò a trovarla. Anzi sapendola in difficoltà economiche, le porto quanto le parve essere utile. a tale gesto di squisita bontà si commosse sino alle lacrime e chiese ripetutamente perdono." Ma non è niente -rispondeva Giovina - non è niente".

Era sofferente per vari, gravi disturbi che diverse volte la portavano alle soglie della morte, eppure mai un lamento uscì dalle sue labbra. E nonostante  il male che doveva condurla alla tomba continuò ad eseguire con scrupolosità tutti i suoi doveri. Dopo circa un mese di degenza all' ospedale "Sant'Orsola" di Bologna, dimessa perché non c'era più speranza per lei,il marito la volle condurre a casa. Ma proprio durante il viaggio di ritorno - era il 15 agosto - la Madonna Assunta la prese con Sé.

p.g.p.

Giugno 1952

I coniugi Tonino e Giovina Pasetti posano accanto alla venerata immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso.

 

( si ringrazia il Signor Nino che ha consegnato la storia tratta dal Mensile " Ricordo e suffragio n.10 del 1969 )

 

IL CORO

FINESTRA 5

GRUPPO GIOVANI

Attività della

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GRUPPO PADRE PIO

COMUNITA' IN PREGHIERA

PAPA GIOVANNI PAOLO II

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